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Sport Coaching

Per affrontare competizioni sportive è necessario lavorare a livello fisco e tecnico, ma i veri campioni posseggono soprattutto una “mentalità vincente”.

Anche per raggiungere tale mentalità ci si deve allenare duramente. Si tratta di un processo che si può imparare a qualsiasi età e una volta acquisito diventa determinante anche fuori dal campo di gioco, nella vita di tutti i giorni.

Per crescere giovani capaci di affrontare le competizioni sportive e le sfide della vita, occorre formare allenatori in grado di sviluppare il potenziale interiore, personale e di squadra.

Imparare ad avere una visione chiara dei processi mentali, una presa di contatto con i giochi interiori e nel campo, liberare il proprio potenziale, allenare la volontà, saper diventare creativi rispettando le regole, gestire ansia e situazioni stressanti, darà inizio ad un gioco interiore che non finirà mai.

Il Coaching nello sport aiuta a:

  • Consolidare la motivazione dell’atleta
  • Favorire la definizione e il raggiungimento di obiettivi sfidanti
  • Gestire interferenze interne ed esterne
  • Superare tensione e stress
  • Aumentare la fiducia e la sicurezza in sé stessi
  • Attivare strategie mentali vincenti
  • Allenare e rafforzare la resilienza
  • Apprendere tecniche di concentrazione mentale

Cosa è Coaching: scheda

Come funziona

Come funziona

Il Coaching si svolge tramite una precisa struttura comunicativa fatta di domande, feedback ed esercizi.Tale comunicazione risulta efficace per ampliare l’orizzonte di possibilità del cliente e stimolarlo ad agire nella direzione desiderata o verso nuovi impegni.
Il coaching fornirà al Coachee quell’equipaggiamento teso a superare limiti, schemi mentali, focalizzandosi sulle risorse e aiutandolo a raggiungere risultati ottimali ed eccellenza.
 

Cosa è il coaching

Ereditando l’antica arte maieutico-socratica, il Coaching è un percorso basato su una relazione di fiducia che aiuta una persona a

  • raggiungere una maggiore consapevolezza di sé
  • sviluppare autonomia
  • assumere responsabilità

Come?

Tramite domande, feedback ed esercizi specifici.

 

La persona è così stimolata a:

  • analizzare il suo presente
  • ampliare l’orizzonte delle sue possibilità
  • autodeterminare obiettivi concreti
  • elaborare un piano di azione

Spiritual Coaching?

Il Coaching si differenzia da un approccio psicoterapeutico, da una consulenza e da un Mentoring come anche da una direzione spirituale, tipica della tradizione cristiana, dove si trovano anche altre vie per accompagnare le persone, come il sacramento della riconciliazione o il dialogo con un testimone della fede.

 Il metodo del Coaching presenta una precisa struttura comunicativa tesa ad un obiettivo autodeterminato e risulta particolarmente adatto per il nostro tempo in quanto:

  • rispettoso della libertà di coscienza
  • valorizza la singolarità dei cammini di ciascuno
  • efficace su breve periodo

Lo Spiritual Coaching risulta efficace per:

  • sostenere momenti di profonda trasformazione vitale (orientamento di studio o professionale, perdita del lavoro, divorzio, malattia, morte di una persona cara)
  • coadiuvare giovani a trovare se stessi, confrontanti con le grandi domande della vita, analizzando talenti e competenze personali
  • ricercare il senso profondo del proprio agire
  • armonizzare identità e valori di riferimento
  • analizzare e gestire le proprie emozioni
  • equilibrare vita lavorativa e vita privata
  • abitare fruttuosamente e/o trasformare il proprio limite

Il Coaching è spirituale in quanto:

  • si avvale di specifici strumenti del metodo del coaching particolarmente adatti a lavorare sui livelli profondi della persona
  • è condotto da persone impegnate da decenni sul versante spirituale della vita
  • si avvale di sessioni di meditazione profonda, accompagnando all’introduzione della pratica nella vita quotidiana

Vision & Mission


Vision

«Fiorire e dar frutti in qualunque terreno si sia piantati – non potrebbe essere questa l’idea? E non dobbiamo forse collaborare alla sua realizzazione?» Etty Hillesum

Mission

  • Sostenere percorsi trasformazionali profondi
  • Aiutare a ricercare il senso del proprio agire
  • Facilitare l’armonizzazione tra identità e valori di riferimento
  • Permettere di analizzare e gestire le proprie emozioni
  • Favorire l’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata
  • Sostenere nell’abitare fruttuosamente e/o trasformare il proprio limite

Domande frequenti

Cosa è il Coaching?

È un rapporto di partnership, una relazione di fiducia che aiuta il cliente a sviluppare potenzialità personali e professionali, a focalizzare obiettivi, ad apprendere ed elaborare strategie per migliorare comportamenti e qualità di vita. Avvia un processo di consapevolezza che accelera la crescita.

Come si svolge?

Tramite una precisa struttura comunicativa fatta di domande, feedback ed esercizi, che possono comprendere anche la meditazione profonda. Si possono fare le sessioni in presenza, ma anche tramite Skype.

Che cosa vuol dire “coaching”?

Coaching viene dalla parola inglese “coach” che significa sia “allenatore” che “carrozza”. In questo senso, il coaching fornisce al cliente quell’equipaggiamento teso a superare limiti, schemi mentali, permettendo al cliente di raggiungere con efficacia risultati determinati e di porsi sfide di eccellenza.

Qual è lo scopo del coaching?

Ampliare l’orizzonte di possibilità del cliente e stimolarlo ad agire nella direzione desiderata o verso nuovi impegni.

Quanto tempo andrà avanti?

È una strategia tesa all’efficacia in tempi brevi. I moduli non supereranno mai i l’arco di 6 mesi e si chiuderanno normalmente in 2-3 mesi. Ogni modulo prevede ca. 3-5 sessioni. Per l’efficacia del processo, ogni sessione avverrà con una frequenza non minore di una settimana e non maggiore di 15 giorni. Ogni sessione avrà durata da 45 a 120 min.

Di cosa c’è bisogno?

Affinché il coaching sia efficace, è necessario il rispetto del patto di fiducia da parte di entrambi i contraenti. L’obiettivo sarà sempre scelto dal cliente. Si tratterà di un obiettivo esterno, autodeterminato, futuro, teso a comportamenti visibili da attuare secondo un piano di azione concreto. Sotto questo profilo, il coaching si differenzia nettamente da un percorso di psicoterapia, da un accordo di consulenza e da una relazione di Mentoring. Il cliente ha quindi la totale responsabilità della scelta e del raggiungimento o meno dei suoi obiettivi, non si aspetta “consigli” o “informazioni” dal coach su come deve agire.

Cosa fa il Coach?

Il coach da parte sua è tenuto a rispettare un codice deontologico della sua associazione di appartenenza che prevede: segreto professionale, trasparenza nel rapporto, onestà intellettuale, rispetto del cliente e assenza di giudizio. Nella prima sessione, che s’intende gratuita, il coach è tenuto a spiegare natura e finalità del coaching, a chiarire le reciproche responsabilità con il cliente, a spiegare i limiti della confidenza e le condizioni dell’accordo (luogo, modalità di contatto e di pagamento, durata e scioglimento del contratto).

Quando si parte?

Il coaching parte solo ed esclusivamente a seguito dell’impegno del cliente a rispettare gli accordi e ad avviare la relazione di coaching.

Che cosa vuol dire “epéktasis”?

Epéktasis è una parola greca formata da: “epi” che vuol dire andare-verso; “ek” che indica lo staccarsi da qualcosa; il verbo “teino” che vuol dire tendersi. La troviamo nel famoso testo di S. Paolo della Lettera ai Filippesi 3,14 che dice «dimentico del passato, proteso verso il futuro corro verso la meta…»

In questo protendersi evolutivo, di tappa in tappa verso il Bene infinito, che è Dio, e che fa vivere ogni nuovo gradino come un nuovo punto di partenza, la tradizione mistica vi ha visto la sintesi del cammino spirituale. Perché «l’unico limite alla virtù è non avere limite» (Gregorio di Nissa).

Cfr anche FAQ ICF

Gender Coaching

Siamo specializzati nel sostenere situazioni che riguardano le sfide di genere. Il Gender Coaching si rivolge in particolare a:

  • donne in carriera (“ho un lavoro di responsabilità ma non riesco a superare i miei sensi di colpa nei confronti della famiglia; non mi sento una buona madre”, “sono single e non per questo devo sentirmi depressa”)
  • uomini in nuovi ruoli maschili (“sono padre a tempo pieno, perché lo stipendio lo porta mia moglie che lavora, ma la società mi considera un fallito”)
  • persone in processo di accettazione identitaria e sociale del proprio orientamento sessuale (“non posso dirlo a me stesso; non posso dirlo ai miei”; “vorrei uscire allo scoperto per non vivere una vita doppia”)
  • relazioni di parità uomo/donna (tra relazione di parità desiderata, relazione sociale sofferta e antichi schemi di genere introiettati acriticamente),
  • donne e uomini alle prese con istituzioni fortemente androcentriche
  • gruppi o aziende in ricerca di un equilibrio tra identità, parità e differenza di genere

 

Cosa intendere con “spirituale”?

Ci piace iniziare con la frase di una filosofa che dice:

“… l’uomo è una strana creatura a cui non basta nascere una sola volta: ha bisogno di venir riconcepito (reegendrado) Quello che si chiama ‘spirito’ ben può essere questa necessità e potenza di riconcepimento che l’uomo ha, mentre alle altre creature basta nascere una sola volta” (Marìa Zambrano)
 

Spirituale può essere inteso dunque come un processo di riconcepimento secondo quanto detto nel Vangelo:

 
«Dovete rinascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito» (Vangelo secondo Giovanni 4,7-8)
 

 

Tramite un percorso spirituale, l’essere umano nella sua integralità è condotto così ad

  • una metamorfosi di sé (conversione)
  • una trasfigurazione del suo stare al mondo (relazioni).
  • una trasformazione del suo sguardo sulla realtà (contemplazione)